È in fase di approvazione il progetto di legge dedicato alla
Pianificazione Territoriale Strategica, un provvedimento destinato
a rinnovare profondamente il modo in cui la Repubblica di San Marino programma,
tutela e valorizza il proprio territorio.
Il testo, presentato dalla Segreteria di Stato per il Territorio, l’Ambiente e
l’Agricoltura, nasce con l’obiettivo di superare un sistema di pianificazione
rimasto sostanzialmente legato al Piano Regolatore Generale del 1992 e di introdurre
strumenti più flessibili, coordinati e capaci di rispondere alle esigenze attuali
del Paese.
Un nuovo modello di governo del territorio
La proposta considera il territorio non soltanto come uno spazio da edificare
o regolamentare, ma come un bene comune da tutelare, gestire e trasmettere
alle generazioni future.
Tra gli obiettivi generali indicati dal progetto di legge figurano la sicurezza
idrogeologica, la rigenerazione dei tessuti urbani, il miglioramento della qualità
edilizia, la riduzione dei consumi energetici e idrici, la tutela del paesaggio
e il contenimento del consumo di suolo.
Particolare attenzione viene dedicata al recupero e alla riqualificazione degli
edifici e delle aree già urbanizzate, privilegiando il riuso del patrimonio esistente
rispetto alla realizzazione di nuovi insediamenti.
Una pianificazione organizzata su più livelli
Uno degli elementi centrali della riforma è l’introduzione di un sistema di
pianificazione articolato su diversi strumenti, collegati tra loro secondo
una precisa gerarchia.
Il progetto prevede:
- il Piano di tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio;
- i Piani Tematici;
- i Programmi Pluriennali di Attuazione;
- i Piani Particolareggiati.
Il Piano di tutela avrà il compito di individuare e proteggere le aree di valore
archeologico, storico, ambientale, paesaggistico e idrogeologico presenti
sull’intero territorio della Repubblica.
I Piani Tematici permetteranno invece di affrontare in maniera specifica singoli
aspetti della pianificazione, mentre i Programmi Pluriennali di Attuazione serviranno
a definire priorità, tempi e interventi da realizzare.
Rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo
La nuova impostazione attribuisce un ruolo centrale alla
rigenerazione urbana e al riuso degli edifici esistenti.
Gli interventi dovranno contribuire a migliorare la qualità ambientale e architettonica
degli insediamenti, ridurre i consumi di energia e acqua, aumentare la presenza
del verde e favorire forme di mobilità pedonale, ciclabile e sostenibile.
La finalità è limitare la dispersione edilizia e valorizzare maggiormente le aree
già costruite, recuperando immobili e spazi oggi inutilizzati o non pienamente
valorizzati.
Tutela del territorio rurale e sicurezza idrogeologica
Il progetto di legge dedica specifiche disposizioni anche alla tutela e alla
valorizzazione del territorio rurale.
L’obiettivo è preservare il paesaggio agricolo, evitare la frammentazione del territorio,
recuperare i terreni incolti e sostenere le attività agricole compatibili con la
conservazione dell’ambiente.
Un altro tema rilevante riguarda la prevenzione dei rischi geologici, idraulici
e sismici. La pianificazione dovrà tenere conto delle condizioni di pericolosità
del territorio e individuare le aree maggiormente esposte, prevedendo verifiche,
controlli e misure di mitigazione.
Nuove risposte alle esigenze abitative
Il provvedimento interviene anche sul tema dell’abitare, introducendo la
funzione abitativa collettiva.
Questa nuova categoria potrà comprendere soluzioni come studentati, co-housing,
comunità abitative e altre forme di residenza con spazi e servizi condivisi.
L’obiettivo dichiarato è offrire nuove risposte alle trasformazioni sociali e
demografiche del Paese, favorendo l’accesso alla casa, la socialità e l’utilizzo
più efficiente del patrimonio immobiliare esistente.
Il ruolo delle Giunte di Castello e della partecipazione
La proposta riconosce alle Giunte di Castello un ruolo nelle scelte di pianificazione
che riguardano i rispettivi territori.
Le Giunte potranno esprimere pareri, partecipare ai tavoli di lavoro, segnalare
interventi necessari e promuovere incontri pubblici per illustrare le scelte
territoriali.
Il testo prevede inoltre strumenti dedicati all’informazione e alla partecipazione
dei cittadini e delle associazioni, con l’obiettivo di rendere più trasparenti
i procedimenti e favorire il confronto sulle trasformazioni del territorio.
Un provvedimento ancora al centro del confronto
Il progetto di legge ha già completato l’esame in Commissione consiliare ed è
successivamente arrivato in seconda lettura al Consiglio Grande e Generale.
Il confronto politico è stato particolarmente articolato. La maggioranza ha
presentato la riforma come l’avvio di una nuova visione strategica dopo oltre
trent’anni, sottolineando l’attenzione alla sostenibilità, alla rigenerazione
urbana, alla sicurezza del territorio e alle nuove politiche abitative.
Le opposizioni hanno invece espresso dubbi sulla chiarezza di alcune disposizioni,
sul sistema delle deleghe, sui margini di discrezionalità e sulla concreta capacità
del nuovo impianto di tradursi rapidamente in strumenti operativi.
Durante l’esame sono state apportate modifiche al testo, tra cui la limitazione
temporale a dodici mesi per l’adozione dei decreti delegati e l’introduzione
di una norma volta a impedire che le varianti ai Piani Particolareggiati possano
essere utilizzate per sanare abusi edilizi già realizzati.
I lavori proseguiranno nel prossimo Consiglio Grande e Generale di Giugno.
Un passaggio importante anche per i professionisti tecnici
La nuova legge assume una particolare rilevanza per geometri, progettisti e
professionisti che operano nei settori dell’edilizia, dell’urbanistica e della
gestione del territorio.
L’introduzione di nuovi strumenti di pianificazione, procedure di valutazione,
verifiche sulla pericolosità del territorio e modalità di attuazione degli interventi
avrà infatti conseguenze dirette sull’attività professionale e sulla preparazione
delle pratiche edilizie e urbanistiche.
Sarà quindi fondamentale seguire con attenzione il completamento dell’iter legislativo,
l’approvazione del testo definitivo e la successiva adozione dei provvedimenti attuativi.
Il Collegio continuerà a monitorare l’evoluzione della normativa e a informare
gli iscritti sugli aspetti di maggiore interesse per l’esercizio della professione.