Questo sito usa i cookie per fornirti un'esperienza migliore. Cliccando su "Accetta" saranno attivate tutte le categorie di cookie. Per decidere quali accettare, cliccare invece su "Personalizza". Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina .

PersonalizzaAccetta
CHIUDI
  • Chiudi
  • IT

Nuova legge sulla Pianificazione Territoriale: San Marino ridisegna le regole per il futuro del territorio

Pubblicato il 01.06.2026

È in fase di approvazione il progetto di legge dedicato alla Pianificazione Territoriale Strategica, un provvedimento destinato a rinnovare profondamente il modo in cui la Repubblica di San Marino programma, tutela e valorizza il proprio territorio.

Il testo, presentato dalla Segreteria di Stato per il Territorio, l’Ambiente e l’Agricoltura, nasce con l’obiettivo di superare un sistema di pianificazione rimasto sostanzialmente legato al Piano Regolatore Generale del 1992 e di introdurre strumenti più flessibili, coordinati e capaci di rispondere alle esigenze attuali del Paese.

Un nuovo modello di governo del territorio

La proposta considera il territorio non soltanto come uno spazio da edificare o regolamentare, ma come un bene comune da tutelare, gestire e trasmettere alle generazioni future.

Tra gli obiettivi generali indicati dal progetto di legge figurano la sicurezza idrogeologica, la rigenerazione dei tessuti urbani, il miglioramento della qualità edilizia, la riduzione dei consumi energetici e idrici, la tutela del paesaggio e il contenimento del consumo di suolo.

Particolare attenzione viene dedicata al recupero e alla riqualificazione degli edifici e delle aree già urbanizzate, privilegiando il riuso del patrimonio esistente rispetto alla realizzazione di nuovi insediamenti.

Una pianificazione organizzata su più livelli

Uno degli elementi centrali della riforma è l’introduzione di un sistema di pianificazione articolato su diversi strumenti, collegati tra loro secondo una precisa gerarchia.

Il progetto prevede:

  • il Piano di tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio;
  • i Piani Tematici;
  • i Programmi Pluriennali di Attuazione;
  • i Piani Particolareggiati.

Il Piano di tutela avrà il compito di individuare e proteggere le aree di valore archeologico, storico, ambientale, paesaggistico e idrogeologico presenti sull’intero territorio della Repubblica.

I Piani Tematici permetteranno invece di affrontare in maniera specifica singoli aspetti della pianificazione, mentre i Programmi Pluriennali di Attuazione serviranno a definire priorità, tempi e interventi da realizzare.

Rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo

La nuova impostazione attribuisce un ruolo centrale alla rigenerazione urbana e al riuso degli edifici esistenti.

Gli interventi dovranno contribuire a migliorare la qualità ambientale e architettonica degli insediamenti, ridurre i consumi di energia e acqua, aumentare la presenza del verde e favorire forme di mobilità pedonale, ciclabile e sostenibile.

La finalità è limitare la dispersione edilizia e valorizzare maggiormente le aree già costruite, recuperando immobili e spazi oggi inutilizzati o non pienamente valorizzati.

Tutela del territorio rurale e sicurezza idrogeologica

Il progetto di legge dedica specifiche disposizioni anche alla tutela e alla valorizzazione del territorio rurale.

L’obiettivo è preservare il paesaggio agricolo, evitare la frammentazione del territorio, recuperare i terreni incolti e sostenere le attività agricole compatibili con la conservazione dell’ambiente.

Un altro tema rilevante riguarda la prevenzione dei rischi geologici, idraulici e sismici. La pianificazione dovrà tenere conto delle condizioni di pericolosità del territorio e individuare le aree maggiormente esposte, prevedendo verifiche, controlli e misure di mitigazione.

Nuove risposte alle esigenze abitative

Il provvedimento interviene anche sul tema dell’abitare, introducendo la funzione abitativa collettiva.

Questa nuova categoria potrà comprendere soluzioni come studentati, co-housing, comunità abitative e altre forme di residenza con spazi e servizi condivisi.

L’obiettivo dichiarato è offrire nuove risposte alle trasformazioni sociali e demografiche del Paese, favorendo l’accesso alla casa, la socialità e l’utilizzo più efficiente del patrimonio immobiliare esistente.

Il ruolo delle Giunte di Castello e della partecipazione

La proposta riconosce alle Giunte di Castello un ruolo nelle scelte di pianificazione che riguardano i rispettivi territori.

Le Giunte potranno esprimere pareri, partecipare ai tavoli di lavoro, segnalare interventi necessari e promuovere incontri pubblici per illustrare le scelte territoriali.

Il testo prevede inoltre strumenti dedicati all’informazione e alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni, con l’obiettivo di rendere più trasparenti i procedimenti e favorire il confronto sulle trasformazioni del territorio.

Un provvedimento ancora al centro del confronto

Il progetto di legge ha già completato l’esame in Commissione consiliare ed è successivamente arrivato in seconda lettura al Consiglio Grande e Generale.

Il confronto politico è stato particolarmente articolato. La maggioranza ha presentato la riforma come l’avvio di una nuova visione strategica dopo oltre trent’anni, sottolineando l’attenzione alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana, alla sicurezza del territorio e alle nuove politiche abitative.

Le opposizioni hanno invece espresso dubbi sulla chiarezza di alcune disposizioni, sul sistema delle deleghe, sui margini di discrezionalità e sulla concreta capacità del nuovo impianto di tradursi rapidamente in strumenti operativi.

Durante l’esame sono state apportate modifiche al testo, tra cui la limitazione temporale a dodici mesi per l’adozione dei decreti delegati e l’introduzione di una norma volta a impedire che le varianti ai Piani Particolareggiati possano essere utilizzate per sanare abusi edilizi già realizzati.

I lavori proseguiranno nel prossimo Consiglio Grande e Generale di Giugno.

Un passaggio importante anche per i professionisti tecnici

La nuova legge assume una particolare rilevanza per geometri, progettisti e professionisti che operano nei settori dell’edilizia, dell’urbanistica e della gestione del territorio.

L’introduzione di nuovi strumenti di pianificazione, procedure di valutazione, verifiche sulla pericolosità del territorio e modalità di attuazione degli interventi avrà infatti conseguenze dirette sull’attività professionale e sulla preparazione delle pratiche edilizie e urbanistiche.

Sarà quindi fondamentale seguire con attenzione il completamento dell’iter legislativo, l’approvazione del testo definitivo e la successiva adozione dei provvedimenti attuativi.

Il Collegio continuerà a monitorare l’evoluzione della normativa e a informare gli iscritti sugli aspetti di maggiore interesse per l’esercizio della professione.

Collegio dei Geometri e Tecnici Laureati di Primo Livello

Ready Pro ecommerce